Prima di Fantozzi, di Fracchia e Franz, c’era Paolo Villaggio. Ed è proprio a lui, alla sua vita prima di diventare l’attore apprezzato in tutta Italia, che è dedicata la fiction Com’è umano lui! Un viaggio nella vita di Villaggio, nella sua Genova e nel suo percorso di uomo prima che di creatore di maschere comiche che sarebbero poi entrate nella Storia dello spettacolo italiano.

Genova, seconda metà degli anni ‘50. Paolo Villaggio (Enzo Paci) e la sua piccola “banda” di amici della borghesia genovese, composta da un giovanissimo Fabrizio De André (Andrea Filippi) e dal “Polio” (Andrea Benfante), professore di greco in sedia a rotelle, compiono le loro goliardiche scorribande notturne. Mentre di giorno il Polio lavora come docente, Paolo e Fabrizio se la dormono e, a tempo perso, compongono canzoni come “il Fannullone” e “Carlo Martello”. 

Anni che Paolo sopporta solo grazie alle sue estemporanee “esibizioni” alla radio e nel teatrino della goliardica compagnia Baistrocchi, dove propone al pubblico un umorismo caustico con dentro alcuni “embrioni” dei suoi futuri personaggi. Ed è proprio in un teatrino genovese che lo scopre Maurizio Costanzo, andato lì a vedere Jannacci, che invece quella sera è malato, e che Paolo sostituisce all’ultimo momento, buttato sul palcoscenico dall’impresario Ivo Chiesa. Costanzo, entusiasta dell’umorismo aggressivo del professor Otto von Kranz, un maldestro prestigiatore tedesco interpretato da Paolo (personaggio ispirato a sua madre) gli propone un contratto nel suo teatro romano di cabaret: il 7×8.

Maura, che conosce la sofferenza di Paolo, refrattario al suo lavoro da “travet”, lo convince a lasciare il certo per l’incerto e a licenziarsi dall’azienda, per tentare il successo artistico. Da lì in poi è un’escalation di successi, che vanno dal teatrino di Costanzo a un nuovo modo di fare la televisione con Quelli della Domenica nel 1968, dove Paolo interpreta ancora l’aggressivo professor Kranz e una prima versione dell’impiegato Fantozzi.

Poi nel 1969, con il varo della nuova trasmissione Rai È domenica, ma senza impegno, Paolo inventa un nuovo personaggio, il succube impiegato Giandomenico Fracchia nei divertenti sketch con l’attore Gianni Agus, nei panni del Megadirettore.

Ma un giorno arriva la sorpresa a sparigliare le carte: Paolo, studente di legge decisamente fuoricorso, mette incinta Maura (Camilla Semino Favro), la sua fidanzata, e viene costretto dai genitori a sposarla. Il padre Ettore (Augusto Zucchi), stimato ingegnere della Genova “bene”, stanco dell’inconcludenza di Paolo, lo mette di fronte alle sue responsabilità di novello genitore e gli trova un impiego alla Cosider. E Paolo, suo malgrado, ci resta circa sette anni. Anni di sbadigli, assenteismo, battaglie navali con il suo compagno di ufficio, il ragionier Bianchi (Gianni Fantoni), prototipo di Fantozzi.

Il successo televisivo di Villaggio è enorme. Ormai la sua popolarità è alle stelle e gli consente di scrivere anche due libri sul ragionier Ugo Fantozzi, parodia tragicomica dell’impiegato che gli regalerà un enorme successo nelle sale cinematografiche nel 1975, consegnando la sua maschera alla storia del cinema italiano.


 

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