«Ciao Patachini» ovvero tutto il vissuto di una donna, anzi di
un'operaia. Per chi ancora non avesse avuto la ventura di conoscerla,
avvertiamo che la Wanda parla di se', femmina e operaia, del rapporto sempre
passionale con gli uomini, ma anche di ciò che vede attorno e che vive ogni
giorno.
I monologhi, scritti da Marco Boschi, Roberto Pozzi, M. Pia Timo e da
Stefania Timo, delineano un personaggio che spazia dalla catena di montaggio
al mascara, dal prosaico al romantico, ma sempre rigorosamente in odore di
"fonderia", di piadina e Sangiovese.
Wanda
la Carrellista, la sex-symbol della catena di montaggio, dai palchi della
Romagna, ove ha scorrazzato assieme ai suoi colleghi della Metallurgica
Vigano', alla TV, ove possiamo sentire le sue mirabilanti avventure ogni
mercoledì sera, al grido di battaglia di "Ciao patachini!" su Bulldozer
(Rai2).
Proprio da queste esperienze è nato il tanto materiale raccolto nello
spettacolo in assolo, dove ruggisce tutta la metallurgica femminilità
dell'eroina del carrello elevatore, e dove la comicità nasce dal vivere
quotidiano di una donna conscia del tempo in cui vive e sempre alla ricerca
del maschio quale archetipo di illusoria felicità, ma pure di sano, genuino e
reciproco appagamento.