La storia d’Italia raccontata da una prospettiva particolare, il finestrino del treno.

È il filo conduttore della docu-serie L’Italia del Treno, un progetto innovativo di Fondazione FS Italiane e History che descrive il Belpaese come mai è stato presentato in televisione, raccontando in cinque episodi come il treno ha cambiato il nostro modo di vivere e di viaggiare.

Ad accompagnare gli spettatori due conduttori d’eccezione: Beppe Severgnini, scrittore e giornalista, direttore di 7 (settimanale del Corriere della Sera), e Raffaele di Placido, divulgatore storico-scientifico e autore televisivo, che saranno affiancati dal Direttore Generale della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, l’ingegnere Luigi Cantamessa. 


Il Programma: 

L’arrivo della ferrovia ha segnato nel profondo la storia d’Italia e degli italiani: dopo la prima corsa del 3 ottobre 1839, tutto verrà influenzato e a volte stravolto dal nuovo mostro di ferro. Portatore di progresso economico, sociale e tecnologico, il treno rappresenta la prima concreta presenza dello Stato Italiano, diventando il centro di eventi cruciali della nostra storia. Da Lunedì 22 Ottobre alle 21:50, parte un affascinante documentario in 5 episodi che racconta con filmati inediti i treni che hanno percorso le tratte più significative del passato, facendovi rivivere dalla carrozza passeggeri la storia d’Italia come non è mai stata raccontata prima.

EPISODIO 1: Binari al potere
Beppe Severgnini e Raffaele Di Placido vanno alla scoperta delle officine di Pietrarsa, a Napoli, dove tutto ebbe inizio. Il 1839 è infatti l’anno zero delle ferrovie italiane: per la prima volta un treno corre lungo le coste del Golfo di Napoli. I Borbone saranno i primi a portare la ferrovia davanti alla sede della loro dinastia: la Reggia di Caserta. Da qui in poi, il treno diventa simbolo di potere. Non solo perché Giuseppe Garibaldi e i Savoia vi hanno costruito le fondamenta dell’Italia unita, ma perché il suo arrivo modella le città dandogli un nuovo centro: le stazioni.

EPISODIO 2: Sangue, acciaio e ferro
Beppe Severgnini e Raffaele Di Placido raccontano il ruolo fondamentale svolto dai treni nella Grande Guerra. Allora, migliaia di uomini hanno attraversato l’Italia alla volta delle trincee del Nord. Terminato il conflitto, il Milite Ignoto, che diventerà simbolo dei caduti italiani del primo conflitto mondiale, viene trasportato in treno fino alla sua tomba nell’Altare della Patria, e celebrato in tutta Italia. L’arrivo dell’elettricità cambia tutto: i treni abbandonano il vapore e diventano alla portata di tutti, come chi va in ricerca di fortuna emigrando al nord.

EPISODIO 3: Viaggio in prima classe
Durante il boom economico degli anni ’60, il treno diventa più di un mezzo di trasporto. Ora deve essere comodo, ma soprattutto bello, trasformando i vagoni in passerelle dove far sfilare modelle e vip. Con Beppe Severgnini e Raffaele Di Placido ci godiamo il relax e i servizi che un passeggero avrebbe provato in un Trans Europ Express, scoprendo l’estetica innovativa e aggraziata dei treni più belli del mondo, come il Settebello e l’Arlecchino.

EPISODIO 4: Dal cavallo al mostro di ferro
Il treno scombina persino la realtà contadina: il piatto simbolo degli italiani, la pasta al sugo, arriva sulle tavole popolari. A trasformarsi è anche il modo di produrre le notizie e di far viaggiare lettere e telegrammi. Le distanze iniziano a misurarsi in chilometri e l’orologio da taschino diventa un oggetto irrinunciabile.

EPISODIO 5: Hitler e Mussolini: il lato oscuro dei binari
A distanza di 16 anni, tra il 1922 e il 1938, due treni segneranno per sempre l’Italia. Il primo è quello con cui Benito Mussolini va da Milano a Roma per iniziare il ventennio fascista. L’altro, è quello di Adolf Hitler, che si dirige nella Capitale deciso a suggellare il Patto d’Acciaio. Mussolini farà di ferrovie e stazioni la rappresentazione fisica del suo potere. Sui binari comincia la marcia su Roma e con essa una delle pagine più tristi della sua dittatura: la deportazione degli ebrei dal Binario 21 di Milano Centrale. Ancora una volta, Beppe Severgnini e Raffaele Di Placido raccontano i sabotaggi ferroviari dei partigiani durante i terribili anni della dittatura, mostrandoci le linee ferroviarie che ne furono protagoniste.


 

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