Un film che "racconta il disagio e le lotte che deve affrontare chi non si conforma ai ruoli di genere e all'eteronormatività imposta dalla nostra società. Ho cercato di raccontare la storia di Maia giustapponendo le sue emozioni al paesaggio dell'Appennino Emiliano, bellissimo e dimenticato [...]. Volevo fare un film radicato nella comunità LGBT+ e nei nostri territori, ma con l'obiettivo di condurre il pubblico in quel cammino universale che porta alla scoperta di sé stessi, negli anni inquieti dell'adolescenza". Così la giovane regista e sceneggiatrice Margherita Ferri descrive la sua opera prima Zen sul ghiaccio sottile. Dopo aver ricevuto una menzione speciale al Premio Solinas - Storie per il Cinema, prestigioso premio dedicato alla scrittura cinematografica, dopo gli applausi e una positiva attenzione della stampa alla sua Prima mondiale, avvenuta all'ultima Biennale College Cinema del Festival di Venezia, e dopo la recente anteprima ad Alice nella Città, il film arriva nei cinema l'8 novembre distribuito da Istituto Luce Cinecittà.

Prodotto da Articolture, realtà giovane e molto dinamica, a cui dobbiamo l'apprezzato Gli Asteroidi, unico film italiano in concorso al Festival di Locarno 2017, Zen sul ghiaccio sottile, affronta in modo fresco, vivido e colorato un pugno di temi forti e sensibili: l'identità di genere, il bullismo e la discriminazione, la sessualità, la ricerca di un sé autentico, forte dei corpi e volti di due attrici rivelazione, Eleonora Conti e Susanna Acchiardi al debutto sullo schermo.


 

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