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«Pierino e il lupo» di Sergei Prokofiev è una favola musicale che narra la storia di un ragazzo il quale, con l'aiuto dei suoi inseparabili amici animali, riesce a catturare un ferocissimo lupo. I personaggi sono rappresentati da strumenti musicali (il gatto è il clarinetto, l' anatra l'oboe, il nonno il fagotto, l'uccellino il flauto, il lupo i corni e così via), ed è stata composta con lo scopo di educare alla musica i ragazzi.
Ma gli attori, musicisti, ballerini e surreali fantasisti della Banda Osiris non sono certo elementi che riescono a rispettare pienamente ciò che si deve leggere e suonare. Così, c'è da aspettarsi che l’esecuzione di questo componimento diventi il prestesto per trasportare il pubblico nel mondo della fantasia musicale. Un mondo dove tutto è diverso da come appare, dove gli strumenti diventano non solo semplici attrezzi per emettere suoni ma elementi fantastici dotati di vita propria, la musica si dipana in mille rivoli e in mille generi, il testo deraglia verso strade sconosciute e gli orchestrali si abbandonano senza freni al divertimento.
Pioneri della contaminazione sonora, maestri dell’azzardo musicale, stregoni nell’arte di miscelare le partiture, alla Banda Osiris pareva troppo poco aver strabiliato le platee di mezzo mondo con le loro personalissime trovate.
Nel loro carnet mancava “Pierino e il lupo” (un classico in cui si sono cimentati grandi personaggi: da Eduardo De Filippo a Benigni, da Paolo Poli a Dario Fo per citarne alcuni) e hanno raccolto la sfida trasformandolo in un geniale gioco ricco di brani evocativi, di rimandi musicali e di ironiche riflessioni sull’attualità.
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